OPERAZIONE ANTIMAFIA DENOMINATA “BOHEMIAN RHAPSODY”

Sangue e Kalashnikov, omicidi e vendette, consumate negli anni, da gruppi criminali garganici nel mirino da  tempo dei carabinieri. Dopo diversi fatti di sangue, avvenuti tra cosche mafiose, le indagini delle forze dell’ordine in sinergia con i Ris di Roma, hanno permesso di chiarire le varie posizioni di ogni indagato o sospettato, tramite intercettazioni e pedinamenti.

Un primo passaggio di potere è avvenuto dall’omicidio compiuto nei confronti del Notarangelo, noto criminale di Vieste, il comando ereditato successivamente dal Raduano attualmente detenuto nel carcere di Nuoro, dopo il coinvolgimento nell’operazione antimafia denominata “Neve di Marzo” La successiva scissione delle cosche  ha portato ad un potere criminale diviso in due gruppi: Raduano-Della Malva e Iannoli -Perna, un conflitto delle parti, testimoniato dai continui spargimenti di sangue, Iannoli identificato come il killer di Antonio Fabbiano, oltre al compimento di altri reati, come estorsioni e minacce agli imprenditori locali del posto.

Una guerra senza fine ,nulla di meno a Gomorra dei quartieri di Scampia ,il modo di agire è stato medesimo anche a Vieste, dove alla morte di un capo clan ne subentra un altro sempre più spietato, concentrato  all’impossessarsi del controllo territoriale difficile da seppellire ma puntato dall’occhio inquirente, durante il continuo evolversi. Dopo aver ricavato confessioni  e dichiarazioni da parte delle vittime stanche e possedute da mano criminali, un ulteriore operazione antimafia è stata portata a termine dalle forze dell’ ordine con il nome di un titolo di un testo dei Queen Bohemian Rhapsody, dopo l intercettazione di un sospettato che ha confessato alla propria mamma di aver ucciso un uomo.

Una sorta di aggravante mafiosa riconosciuta dal Gip del tribunale di bari grazie anche alla collaborazione di alcuni pentiti che hanno portato alla conferma degli arresti riguardo i delitti compiuti negli anni precedenti.

Angelica D’Andola

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