Nero Novembre, il debutto a mattinata il 10 luglio

“Uno spettacolo che ha l’ambizione di rafforzare l’idea che è sempre meglio non stare dalla parte del male”

Foggia, 7 luglio 2021 – Prodotto da AVL e Teatro della Polvere, in collaborazione con Il Piccolo Teatro di Foggia, Officina Teatrale – Teatro dell’Accorgersi e Scena aperta, lo spettacolo “Nero Novembre” debutterà sabato 10 luglio alle 21.30 a Mattinata nell’ambito della rassegna di teatro civile “Teatri di Luce & di Pace”. L’opera, di Marcello Strinati per la regia di Enzo Toma,  gode del sostegno della Fondazione Monti Uniti di Foggia e il patrocinio di Teatro Pubblico Pugliese, Consulta provinciale della Legalità e Università degli Studi di Foggia. 

“Nero Novembre” è uno spettacolo incentrato sulla figura di Mario Nero, testimone di giustizia del delitto Panunzio scomparso lo scorso gennaio. È una storia cruda, vera, sconvolgente che racconta non solo la personale guerra di Giovanni Panunzio contro la Società foggiana, ma il silenzio di una città, il suo spirito debilitato descritti crudamente dalle voci sul palco, e le poche, ma determinate voci fuori dal coro.

Uno spettacolo onirico,  giocato sui ricordi e i continui flashback, con una  scenografia scarna e spoglia  che ha l’unico scopo di esprimere la solitudine di un uomo.

“É un debutto per cui sento molta responsabilità: sono vicino alla famiglia Panunzio da molti anni e con loro ho condiviso questo percorso che mi ha portato alla realizzazione di questa opera che non è solo un omaggio a Giovanni, ma un vero e proprio chiudere il cerchio attorno a una vicenda che ha fatto male alla città e che, tuttora, ha ferite ancora aperte – ha dichiarato Marcello Strinati, autore del testo teatrale e vice presidente di AVL-. Mario Nero è un uomo a cui hanno tolto molto, il cui valore, di uomo onesto e integro, non è stato riconosciuto abbastanza. L’ambizione, con questo spettacolo, è quella di rafforzare la consapevolezza che, nonostante tutto, è sempre meglio non stare dalla parte del male”.

SINOSSI

La sera di un freddo novembre di oltre vent’anni fa, un uomo viene ucciso. Quell’uomo è Giovanni Panunzio, un imprenditore foggiano assassinato per aver ribadito più volte il suo no alla mafia. La storia di Giovanni, però, non si è conclusa in quella fredda sera: rivive nei ricordi di chi l’ha conosciuto, di chi l’ha amato, di chi continua la sua battaglia, come la moglie, il figlio, la nuora. E si ripercuote nella vita di chi ha testimoniato contro il suo omicida, coraggiosamente: Mario Nero, vittima di mafia e di Stato, ed esule suo malgrado, dopo ancora più di vent’anni.

Mario Nero è stato, non soltanto, l’unico testimone di giustizia mai avuto in provincia di Foggia, ma  è stato anche il secondo in tutta Italia; prima di lui solo un siciliano. Insieme all’allora sottosegretario alla giustizia Alfredo Mantovano partecipò negli anni 2000 alla stesura della legge a tutela dei testimoni di giustizia

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