Sicurezza, ecco come tutelare la salute dagli illeciti alimentari

Agropirateria, Cdm da' via libera a ddl su illeciti agroalimentari

Chiunque voglia esaminare il vasto, anzi, sterminato campo degli illeciti alimentari che in modo subdolo e proteiforme attentano al bene prezioso e costituzionalmente garantito della salute (art. 32), non può fare a meno di notare la stretta correlazione tra tutela penale e “sicurezza alimentare”. Quest’ultima intesa non soltanto come sicurezza dei prodotti alimentari rispetto al bene salute, ma anche come regolare svolgimento dell’industria alimentare e del suo commercio.

Dal precetto costituzionale emerge che il bene “salute” è protetto “quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, pertanto la duplice dimensione pone interrogativi sui limiti dell’intervento penale in situazioni che generano un rischio di ampia portata ma con impatto sulla sfera strettamente personale.

Con l’inarrestabile crescita del mercato globale alimentare, le catene di approvvigionamento diventano sempre più complesse producendo non soltanto l’effetto di allontanare il consumatore finale dai luoghi di produzione, ma anche di aumentare il rischio di una maggiore esposizione al fenomeno delle frodi agro – alimentari in ragione dei cospicui guadagni che si celano nelle fitte trame della filiera alimentare.

Pur affermando che il senso di sfiducia e insicurezza sulla qualità e provenienza dei beni di consumo a tratti assume connotati di “psicosi”, a volte non giustificata per via di un’informazione non sempre appropriata, è innegabile che il mercato attualmente governato dalle imprese di grandi dimensioni e con una forte vocazione esportatrice ha favorito un tipo di produzione intensiva. La stessa è sempre più orientata all’abbattimento dei costi e al mantenimento della propria competitività facendo ricorso anche a nuove tecniche di biologia molecolare che permettono di modificare geneticamente gli alimenti e conferirne le caratteristiche desiderate ( cibi transgenici) e i cui effetti sulla salute sono, per molti versi, sconosciuti.

A ben vedere, affrontare il tema della sicurezza alimentare, che si colloca sicuramente fra i temi di interesse trasversale per quanto concerne le discipline economico-giuridiche (dalla filiera agricola al consumo passando attraverso infiniti processi), impone di tenere in dovuta considerazione un profilo evolutivo della materia che la rende in qualche modo inafferrabile ogni qualvolta si debbano affrontare novità e scoperte scientifiche, delle quali è impossibile prevedere oggi tutti gli effetti e che sfuggono a regole di lettura dei fenomeni scritte in epoche in cui certi scenari non erano nemmeno astrattamente prevedibili.

2. Il complesso sistema di disposizioni succedutesi nel tempo su temi e indirizzi non sempre uniformi ed emanate a tutti i livelli normativi, rendono assai più complicata una visione unitaria del serio problema della tutela, nell’ambito alimentare, della salute.

Una legislazione variegata che subisce, vuoi l’influenza dei dettami europei, vuoi l’influenza di quelli locali, vuoi la difficoltà di un monitoraggio costante ed effettivo di tutta la filiera, rende complessa sia l’individuazione dei beni giuridici penalmente tutelabili sia la risposta sanzionatoria. Se poi a queste, si aggiunge l’ulteriore esigenza di armonizzare la disciplina fra i diversi Stati, va da sé auspicare una riforma che adegui le istanze politico criminali alla realtà economica e produttiva dei nostri tempi(3).

Sul versante italiano, l’apparato punitivo è strutturalmente organizzato per livelli a seconda della gravità della risposta sanzionatoria che l’ordinamento ha deciso di attuare modulandola sul divario tra attitudine offensiva della condotta e lesione del bene protetto.

Ad un primo livello di tutela di “sicurezza alimentare” si rinvengono le plurime figure di illecito amministrativo disseminate nell’ordinamento che assolvono ad una imprescindibile funzione di eterointegrazione delle norme penali. Le fattispecie oggi vigenti si connotano per l’approccio precauzionale e per l’esiguità delle sanzioni minacciate: le sanzioni più comuni sono quelle legate alla scarsa pulizia dei locali o all’igiene del personale operante.

Ad un secondo livello di tutela si collocano le fattispecie contravvenzionali, che operano in via sussidiaria rispetto alle ipotesi delittuose del codice penale e contenute nella legge 30 aprile 1962 n. 283 intitolata alla “Disciplina igienica della produzione e vendita di alimenti e bevande”.

Il trasgressore di regole con finalità preventiva sarà punito per il solo fatto di aver violato la norma, mettendo presuntivamente o concretamente a rischio la salute del consumatore. In altre parole, ai fini della consumazione del reato, non è necessario che il consumatore abbia subìto conseguenze fisiche per aver ingerito sostanze alimentari compromesse.

Ad una logica preventiva anche se carica di maggior disvalore sociale, risponde, ad esempio, la previsione della lett. b) dell’art. 5 della l. 283/1962 che anticipa la soglia di punibilità al momento immediatamente precedente la distribuzione, basterebbe essere in possesso di “sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione” o alla lett. d) dello stesso articolo che fa riferimento a quelle sostanze “insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione per essere passibile di sanzione.

A livello superiore si collocano le figure di reato previste dal Codice Penale il cui libro II, titolo VI, dedicato ai delitti contro l’incolumità pubblica, previsioni che tutelano non più la sicurezza alimentare del singolo individuo ma beni collettivi quali la salute e l’economia. Tra le fattispecie che tutelano i prodotti alimentari dal punto di vista sanitario vi sono fatti che rendono nocive le sostanze alimentari e attentano alla salute pubblica. Si pensi ad esempio a “chiunque detiene per il commercio o pone in commercio o distribuisce per il consumo, acque, sostanze o cose da altri avvelenate, adulterate o contraffatte in modo pericoloso per la salute pubblica”. (artt. 442 e 444 del Codice Penale).

Diverse inoltre, sono le fattispecie che hanno fatto ingresso nel nostro ordinamento anche a seguito dell’evoluzione normativa sovranazionale: si tratta a ben vedere di fattispecie finalizzate a tutelare precipuamente il diritto di tutto il comparto consumeristico, ultimo nella filiera, a scegliere in modo libero e consapevole prodotti, metodi di lavorazione e provenienza delle materie prime. Si pensi ad es. alla Frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.).

3. Per quanto riguarda le prescrizioni di matrice sovranazionale europea, è necessario infine segnalare il Reg. Ue n. 625/2017 (Relativo ai controlli ed altre attività per garantire l’applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante e sui prodotti fitosanitari) entrato in vigore il 14 dicembre 2019 con l’obiettivo preminente di contrastare il fenomeno delle frodi attraverso l’estensione dei controlli ufficiali a tutta la filiera agroalimentare coniugando l’attività di vigilanza ad una maggiore trasparenza.

Tra le novità vi è l’introduzione di procedure a cui i controlli ufficiali devono attenersi e il diritto per i “controllati” di richiedere una controperizia sullo stesso campione prelevato dalle Autorità competenti. Al fine di permettere una trasmissione più rapida delle informazioni in merito ai controlli effettuati, il regolamento statuisce la base giuridica dell’ “IMSOC” (Integrated Management System For Official Controls) ovvero un sistema di gestione integrato per i controlli ufficiali che nasce con lo scopo di stabilire regole uniformi a tutti gli Stati membri della UE attraverso un collegamento istantaneo tra i sistemi informatici esistenti, tra cui un sistema rapido di allerta per gli alimenti e i mangimi, il “ RASFF”, (Rapid Alert System for Food and Feed) .

4. La tutela della sicurezza alimentare intesa sia come “diritto alla salute”, sia come monitoraggio dei processi e dell’origine dei prodotti, senz’altro richiede un sempre maggiore coordinamento, anche a livello sovranazionale, al fine di evitare che la produzione regolamentare, insieme alle distanze fisiche, finisca per divenire essa stessa un ostacolo al raggiungimento delle proprie finalità e della tutela effettiva di diritti primari, così che possa ad esempio rendersi sufficiente l’osservanza della regola dimensionale di un’etichetta per aprire le porte a prodotti eventualmente portatori di ricadute non positive per la salute.

https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/frodi-alimentari-un-problema-irrisolto-rapporto-eu-food-fraud-network

http://www.scienzita.it/articoli/alimentazione/alimenti_transgenici_2000.html

Per una panoramica di dettaglio della disciplina di settore, delle criticità e delle più recenti istanze di riforma, v. M. DONINI, La riforma dei reati alimentari: dalla precauzione ai disastri. Per una modellistica pentapartita degli illeciti in materia di salute e sicurezza alimentare, in B. BISCOTTI – E. LAMARQUE (a cura di), Cibo e acqua. Sfide per il diritto contemporaneo. Verso e oltre Expo2015, Torino, 2015.

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