Docenti, la rete europea della Puglia eccellente

Hanno ottenuto la certificazione di qualità diciotto istituti superiori delle province pugliesi

La scuola come cuore pulsante dell’Unione europea. L’istruzione, sin dai primissimi banchi, come passepartout per formare cittadini capaci di far brillare la cultura europea.

Questo e tanto altro è il frutto profumato della azione innovativa della didattica scolastica legata alle potenzialità di «eTwinning». Un campo dove l’Italia in generale a livello europeo e la Puglia in particolare offrono le basi per un futuro che fa ben sperare. Proprio l’Italia, con 142 attestazioni, è risultato il primo classificato tra i paesi che hanno ottenuto la «Certificazione europea scuola eTwinning 2021/2022». Strumento che consente alle scuole di vantare una credenziale di eccellenza europea per la didattica innovativa a distanza anche in contesti legati all’innovazione e allo studio multiculturale grazie alla forza propulsiva della piattaforma eTwinning.

Proprio la certificazione biennale ottenuta da docenti e studenti delle scuole in eTwinning (Erasmus+) consente di spaziare a livello didattico lungo i sentieri della pratica digitale, eSafety, approcci creativi e innovativi alla pedagogia, promozione dello sviluppo continuo delle competenze di docenti e studenti.

«Diventare una Scuola eTwinning è un riconoscimento per il personale impegnato della scuola, dove sia gli insegnanti sia i dirigenti scolastici sono eTwinner attivi, insieme ai loro studenti. La rete di Scuole eTwinning ha inoltre l’obiettivo di far nascere una nuova rete di scuole europee pioniere nell’innovazione didattica e della condivisione di saperi, esperienze e competenze fuori e dentro le mura scolastiche» è scritto in un comunicato di Indire, l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e Ricerca Educativa, Agenzia nazionale Erasmus+.

Attraverso lo “status” di «Scuola eTwinning», tra le altre cose, è possibile «dare visibilità all’attività europea della scuola sul piano locale, regionale e nazionale»; «innovare e internazionalizzare la didattica per un apprendimento più inclusivo e collaborativo, attraverso l’utilizzo della tecnologia in un contesto di scambio multiculturale» e «promuovere approcci di leadership condivisa nell’organizzazione dell’istituto a tutti i livelli».

A livello organizzativo giova ricordare che eTwinning è la più grande community europea di insegnanti attivi in progetti collaborativi tra scuole. Nata nel 2005 su iniziativa della Commissione Europea e attualmente tra le azioni del Programma Erasmus+ 2021-2027, eTwinning si realizza attraverso una piattaforma informatica che coinvolge i docenti facendoli conoscere e collaborare grazie alle potenzialità del web per favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione e la creazione di un sentimento di cittadinanza europea condiviso nelle nuove generazioni.

Le scuole pugliesi che hanno ottenuto il certificato – come riportate nel sito https://www.etwinning.net/ – sono gli istituti «G. Marconi» di Casamassima-Bari (dirigente Francesco Mario Pio Damiani), «San Pio X» di Foggia (Giovanna Caserta), «Giovanni Bovio» di Ruvo di Puglia (Giuseppe Quatela), «A. Moro-G. Falcone» di Adelfia-Bari (Nicola Giovanni Errico), «D’Alessandro-Vocino» di San Nicandro Garganico (Angela Pia Vaira), «Manzoni-Radice» di Lucera (Maria Concetta Bianco), «Morea-Tinelli» di Alberobello (Angela Giuseppa Landi), «Pascoli-Forgione» di San Giovanni Rotondo (Maria Fiore), «S. Pertini» di Orta Nova (Pietro Vincenzo Piemontese), «A. Oriani L. Tandoi» di Corato (Angela Adducci), «Ferraris – De Marco – Valzani» di Brindisi (Rita Ortenzia De Vito), «Filippo Bottazzi» di Casarano (Salvatore Negro), «Monti Dauni» di Celenza Valfortore (Cassio Izzo), «De Viti De Marco» di Triggiano-Bari (Michelino Valente), «Salvemini» di Molfetta (Sabino Lafasciano), «Alessandro Volta» di Bari (Mario Bosco), «C. Sylos» di Bitonto (Antonia Speranza), «Materdona-Moro» di Mesagne (Salvatore Fiore).

Insomma un plauso a queste comunità che offrono la concreta immagine dell’affermazione di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, secondo il quale «ll nostro patrimonio culturale è un pezzo fondamentale della nostra identità comune. E non si tratta solo della conservazione di opere d’arte ma dei valori che ci consentono di pensare e di costruire una Europa che sia più autentica, che abbia cittadini più veri».

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