Puglia ‘rossa’ fino al 12 aprile. Emiliano chiude le attività commerciali alle 18

Il governatore Michele Emiliano, in vista delle festività di Pasqua, vuole rafforzare le misure restrittive per il contenimento dell’emergenza Covid-19. Secondo quanto anticipato da Repubblica, il governatore starebbe per firmare un’ordinanza che prevederebbe la chiusura anticipata di tutte le attività commerciali alle 18 tranne per i generi alimentari, la chiusura di tutte le attività commerciali per la domenica delle Palme e nei weekend di Pasqua e Pasquetta (sabato, domenica e lunedì), raccomandazioni su asporto, contingentamento nei supermercati. Qualche giorno fa Emiliano aveva smentito l’ipotesi di una “zona rossa rafforzata”, dopo i messaggi divenuti virali su Whatsapp.

Mezza Italia, cioè sette Regioni tra le quali quasi tutte le grandi realtà del Nord e una Provincia, resterà in zona rossa almeno fino alla settimana dopo Pasqua, quindi fino a lunedì 12 aprile. Tra queste c’è la Val D’Aosta, che da lunedì entrerà nello scenario con più restrizioni. Le altre e cioè il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Provincia di Trento, le Marche, la Lombardia e la Puglia sono già rosse. Nello stesso colore c’è anche il Veneto, che è in bilico. Solo oggi si capirà se potrà tornare in arancione prima, cioè da dopo Pasquetta, o se avrà lo stesso destino degli altri. Sempre lunedì 29 il Lazio invece passerà in arancione.

Con l’Rt che sta un po’ migliorando in tutto il Paese, è l’incidenza a determinare i destini delle realtà locali. Nell’ultimo dpcm si è previsto che quando i casi settimanali sono più di 250 per 100mila abitanti scatta la zona rossa. E nei provvedimenti precedenti si specificava che è necessario restare in questa condizione per 14 giorni prima di poter passare in arancione, sempre che per due monitoraggi consecutivi della Cabina di regia (che si svolgono il venerdì) la Regione o la Provincia abbia dati compatibili con lo scenario con meno restrizioni. La settimana che sarà presa in considerazione domani per il calcolo va dal 19 marzo ad oggi. Ma valutando la tendenza delle varie Regioni si può già dire con un basso rischio di errore chi è in uno scenario rosso e ha quindi davanti almeno due settimane di questo colore. Se poi in una o più Regioni i numeri non dovessero essere buoni nemmeno il venerdì prima di Pasqua, il rientro all’arancione slitterà di un’altra settimana e così via.

Già ieri, in base ai dati sull’incidenza a 6 giorni, Friuli, Emilia-Romagna e Piemonte avevano più di 250 casi per 100mila abitanti. Trento, Marche, Val d’Aosta, Lombardia e Puglia erano poco sotto, certamente con i casi di oggi supereranno la soglia posta dal governo. Poi c’è il Veneto, che con i nuovi contagi di oggi potrebbe toccare proprio i 250. Se resterà sotto la soglia e anche la prossima settimana avrà dati compatibili con l’arancione, da dopo Pasqua potrà entrare in questo scenario. Altrimenti sarà nella stessa condizione delle altre. A  rischiare è anche la Toscana, oggi arancione, che però negli ultimi due giorni ha avuto una riduzione di casi che sembra allontanare l’ipotesi del cambio di colore. Ma non sono escluse sorprese.

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