AstraZeneca, Aifa vieta l’uso in tutta Italia. Anche la Germania sospende le vaccinazioni. E i Nas sequestrano le dosi del lotto sospetto

La somministrazione delle dosi dal lotto sospetto – circa 390 mila in totale – sono state bloccate in tutto il Paese. La Germania nei giorni scorsi aveva criticato lo stop in Danimarca e in Finlandia, ma oggi ha deciso di sospendere le somministrazioni con il siero anglo-svedese

L’Agenzia italiana del farmaco ha preso una decisione: «In via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema» è vietata la somministrazione del vaccino di AstraZeneca contro il Covid-19 in tutta Italia. Si tratta di una decisione, come spiega l’Aifa, che è stata presa in linea con simili provvedimenti adottati da altri Paese europei. L’agenzia comunque assicura che ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso. In coordinamento con Ema e gli altri Paesi europei, l’Aifa fa sapere che «valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione». Inoltre, l’agenzia del farmaco «renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose».

Sono ancora da accertare i presunti rischi del vaccino anti-Coronavirus di AstraZeneca, ma dopo la morte di Sandro Tognatti, 57 anni, un giorno dopo aver ricevuto la prima dose, su disposizione della Procura di Biella i carabinieri del Nas stanno procedendo al sequestro delle dosi del lotto incriminato (ABV5811) presso tutti gli hub italiani di distribuzione e i centri di vaccinazione dove sono state consegnate le 393.600 dosi complessive. Sempre su disposizione della procura di Biella, i Nas hanno sequestrato stamane oltre 20 mila dosi anche in Veneto, circa la metà del totale attualmente disponibili in Regione. Le restanti 20.952 dosi, erano già state somministrate ma, come ha dichiarato oggi Luca Zaia, «non è emersa alcuna evidenza se non febbricola o stato di spossatezza» tra i pazienti che le avevano ricevute.

Dopo la morte di Sandro Tognatti, apparentemente per un attacco cardiaco avvenuto a circa 17 ore dalla vaccinazione con AstraZeneca, la Procura di Biella ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Nonostante non ci sia alcuna evidenza scientifica che permetta di stabilire un nesso tra la somministrazione del vaccino e la morte dell’uomo, secondo il procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio, per via della «concomitanza temporale, unitamente all’assenza di patologie pregresse o in essere “gravi”, non si può escludere la sussistenza di un nesso eziologico tra i due fenomeni e la conseguente ipotesi di un delitto».

Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso ma, in attesa degli esiti dell’esame necroscopico, è stato comunque disposto il blocco delle somministrazioni dello stesso lotto sull’intero territorio nazionale «onde evitare ulteriori conseguenze lesive o mortali». Tra ieri e oggi sono arrivate rassicurazioni su più fronti rispetto alla presunta pericolosità del vaccino, a partire dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che ha definito l’allarme «ingiustificato». L’azienda anglo-svedese ha specificato che su un totale di 17 milioni di vaccinati nei Paesi Ue e in Regno Unito «ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare segnalati tra coloro a cui è stato somministrato il vaccino, in base al numero di casi che la società ha ricevuto all’8 marzo».

Nel frattempo, la Germania – che nei giorni scorsi aveva criticato lo stop in Danimarca e in Finlandia – ha deciso di sospendere le vaccinazioni con AstraZeneca. Nei tweet condivisi dal ministero della Salute tedesco Jens Spahn, il governo ha annunciato di voler seguire l’indicazione del Paul Ehrlich Institut che in via precauzionale consiglia «ulteriori approfondimenti» in relazione ai nuovi casi di trombosi che si sono verificati.

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