Covid, in estate pronto il vaccino italiano Reithera che sa anche di Puglia

In fase di avvio la fase di sperimentazione clinica numero due del vaccino di Reithera che parlerà italiano con inflessioni baresi, meglio acconce e più utili di quelle del vice questore Lolita Lobosco.

«Il vaccino made in Italy si avvale dell’aiuto di un adenovirus, congegnato in modo – ci dice il prof. Paolo Maggi, barese, direttore Uoc malattie infettive e tropicali a direzione universitaria, ospedale di Caserta, uno dei pugliesi coinvolti nella fase 2 della sperimentazione – da non moltiplicarsi o figliare (replicarsi) nell’organismo umano ed addestrato, in laboratorio, a non sommare, nel genoma umano, le informazioni genetiche che gli saranno affidate».

L’adenovirus (già utilizzato e dimostratosi servizievole e innocuo in altri vaccini e diverse sperimentazioni sull’uomo) viene promosso «vettore», cioé «trasportatore» fiduciario di una sequenza (una breve porzione, alcune lettere) di codice genetico che solletica il sistema immunitario provocandone la reazione sì che questo produca gli anticorpi specifici.

Questa specificità, cioè il bersaglio contro cui il costituendo vaccino dovrà rivolgersi, è la proteina Spike della cellula umana, quella che cede alle lusinghe del virus Sars-Cov-2, se ne fa violentare ed apre, insieme al proprio talamo, la porta di ingresso nella cellula stessa. Il virus, ivi entrato, si impadronisce delle chiavi e dei comandi importanti e ne trae energia e determinazione per riprodursi ad elevatissima velocità ed espandersi verso altre cellule. Ed è subito infezione.. malattia.
Si utilizzano adenovirus-trasportatori prelevati, a seconda dei casi, da animali (gorilla, come nel caso nostro, scimpanzé) perché il nostro sistema immunitario ci impiega parecchio tempo per riconoscerli, scatenare la reazione contro di loro e sterminarle. Quello non fa a tempo ad accorgersene e, pertanto, i virus possono portare a termine la missione affidatagli.

In associazione a questa strategia maestra, il Reithera dovrebbe anche stimolare una seconda via, la risposta cellulare con produzione di linfociti T così chiamati perché hanno origine nella ghiandola timo e sono responsabili di molte risposte immunitarie, come la difesa contro elementi estranei all’organismo (batteri, virus e tessuti estranei). Esse possiedono un ruolo centrale nella immunità cellulo-mediata, riconoscono le cellule infettate dai virus e le uccidono prima ancora che questi ultimi possano «figliare» (replicarsi).

«I linfociti T, inoltre – aggiunge il prof. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, capo-fila della sperimentazione – esaltano la risposta anticorpale… effetti questi coordinati e concorrenti (anticorpi e linfociti T) e sempre rilevati indipendentemente dall’età delle persone coinvolte nello studio (18-55 anni) e, persino superiori a quanto si registra tra coloro che hanno superato l’infezione naturale da Sars-CoV-2».

«Il picco di produzione di anticorpi – ci disse il prof. Ippolito alla presentazione dei dati della fase uno della sperimentazione – dopo 4 settimane, resta costante e ha dato prova di sicurezza, di efficacia (92,5%) di una sola dose, simile a quella di altri vaccini con due dosi».
«La fase due che inizierà a marzo, dopo i pareri – previsti in settimana prossima, dei comitati etici dello Spallanzani e degli altri enti clinici coinvolti, come il nostro – ci dice la prof. Teresa A. Santantonio, ordinario cattedra di malattie infettive e direttore Uoc dell’azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti, Foggia – saggerà sui malati il proposto vaccino».

«Analogamente faremo, nella nostra UO di malattie infettive dell’ospedale V. Emanuele II di Bisceglie avendo già concordato – ci dice il responsabile, dott. Sergio Carbonara – le linee di sperimentazione».
«Se tutto, come prevedibile, andrà per il verso giusto e non interverranno ritardi burocratici – conclude il prof. Maggi – per l’estate, sarà disponibile questo vaccino che si avvantaggerà della connotazione di base e totalizzante di italiano, con tutti i vantaggi di prossimità, disponibilità e favore che ne deriveranno».(fontegazzettadelmezzogiorno)

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