Coronavirus, oggi la decisione su eventuali zone rosse di alcune regioni

Emiliano chiede Foggia e la Bat, Bardi preme per altre restrizioni

Non abbassare la guardia e non escludere che, già oggi, possa arrivare il cartellino di «zona rossa» per altre regioni, comprese Puglia e Basilicata. È il messaggio che il ministro della Salute Roberto Speranza ha lanciato ieri ai governatori, riuniti col Governo per fare il punto sulle misure anti-covid. Come noto, la Puglia ha già chiesto il blocco totale per le province di Bat e Foggia, mentre la task force del governatore lucano Bardi ha sollecitato nuove restrizioni per allargare la fascia «rossa».

Se in Puglia, infatti, cala leggermente la curva dei contagi (Ma non quanto basta per allentare la morsa), in Basilicata la crescita è esponenziale e, nel caso di Matera, ormai alle stelle (1 su 75 è colpito dal virus). Ma vittime e infetti a parte, resta il tema di come arginare la diffusione del virus soprattutto nelle aree dove la curva non scende. «Prima di pronunciarsi sulla richiesta di istituire la zona rossa per la Bat e Foggia, chiediamo al ministro Speranza di valutare scrupolosamente se ci siano responsabilità, omissioni o ritardi, da parte dei vertici regionali», accusano da Forza Italia Puglia, Mauro D’Attis e Dario Damiani.

Tra i pugliesi, ieri, la percentuale rispetto ai tamponi effettuati è stata del 13,46% (inferiore rispetto ai dati dell’ultima settimana) ma a preoccupare è il numero dei ricoveri: i pazienti Covid che si trovano nelle terapie intensive sono già 200 su 264 posti disponibili. Complessivamente sono 1.524 gli ammalati che si trovano ora negli ospedali pugliesi. Sono stati registrati 1.263 nuovi casi positivi: (555 in provincia di Bari, 72 in provincia di Brindisi, 189 nella provincia Bat, 154 in provincia di Foggia, 98 in provincia di Lecce, 187 in provincia di Taranto, 6 residenti fuori regione, 2 casi di residenza non nota). E anche ieri c’è stata una conta dei morti: sono stati registrati 28 decessi in Puglia (5 in provincia di Bari, 4 in provincia di Brindisi, 1 in provincia Bat, 10 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Lecce, 6 in provincia di Taranto).

Sono pugliesi anche gli ultimi due medici dei 200 deceduti a causa della pandemia, 22 le vittime della seconda ondata a partire dal primo ottobre. Gli ultimi due nomi – che portano a sei i medici pugliesi morti a causa della pandemia – pubblicati sul memoriale pubblicato sul Portale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) – sono quelli di due medici foggiani, deceduti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, di 58 e 62 anni. «Duecento colleghi deceduti per Covid-19. Non ce lo saremmo mai aspettati, quando tutto è iniziato. Eppure è successo», commenta il presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Fnomceo, Filippo Anelli. «Il tema della sicurezza degli operatori sanitari – aggiunge – deve essere una priorità di sanità pubblica, oggetto di una grande attenzione. Gli ospedali si sono attrezzati per far fronte alla pandemia, creando percorsi sporchi e puliti e dotando il personale dei dispositivi individuali di protezione adeguati al grado di rischio. Lo stesso si deve fare sul territorio, potenziando le Usca».

Polemiche infine sulle attività di tracciamento. «Nonostante Emiliano avesse dichiarato che le strutture sanitarie pugliesi non erano più in grado di tracciare i soggetti positivi nei processi di contact tracing, la Regione – accusa il coordinatore di FdI Marcello Gemmato, che ha depositato un’interrogazione al premier – non ha provveduto a formalizzare nessun contratto dei 133 previsti dall’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile». «Comunico a Gemmato che le assunzioni del personale per effettuare il contact tracing sono state regolarmente effettuate», replica l’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco. «Nel dettaglio – precisa – sono già stati assunti 61 sanitari (di cui 38 medici), 21 amministrativi e sono in corso le procedure per individuare il restante personale disponibile a prendere servizio sino al raggiungimento del numero massimo di 100 sanitari e 33 amministrativi».

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