Scuola, in Puglia nuova udienza del Tar il 18 novembre. Emiliano: “Urge ridare efficacia a chiusura”

Il governatore tira dritto sulla volontà di fermare le lezioni in presenza e puntare sulla didattica a distanza, dopo la pronuncia del Tar Campania che come la sezione di Lecce ha respinto il ricorso, mentre quella del Tar ha deciso sospensiva che ha portato alla riapertura delle scuole

Nessuna intenzione di cedere. Sul tema scuola la Regione tira dritto ed è pronta allo scontro istituzionale, forte di una nuova decisione del Tar. Lo annuncia il presidente di Regione Michele Emiliano in un post su Facebook: “Una buona notizia: la sezione Quinta del Tar Campania ha respinto, come già aveva fatto il Tar della Puglia, sezione Seconda Lecce, la richiesta di sospensiva di un’ordinanza del presidente della Regione Campania identico alla mia ordinanza numero 407 di chiusura delle scuole primarie in presenza. Il Tar Campania dice chiaramente ciò che abbiamo sempre sostenuto e cioè che il provvedimento di chiusura in presenza di tutte le scuole trova motivazione “sul rilievo della persistente emergenza sanitaria, sul verificato effetto moltiplicatore dei contagi connessi a positività nelle fasce di età scolare e sul prevedibile impatto sul sistema sanitario regionale”.

Da qui la nuova mossa del governatore che ha chiesto l’anticipazione al 18 novembre dell’udienza inizialmente fissata dal Tar di Bari al 3 dicembre: “Se è così – aggiunge – abbiamo ancora ottime possibilità di convincere il Tar Puglia a restituire efficacia alla mia ordinanza numero 407 che chiudeva la scuola primaria in presenza”. Il motivo è chiaro: ridare efficacia al provvedimento visto che – è la tesi di Emiliano – “in meno di una settimana aveva dimezzato i contagi nel mondo della scuola”.

Ma in questi giorni anche la giustizia amministrativa appare confusa, visto che solo in Puglia sono spuntate due decisioni di segno opposto sul tema della chiusura delle scuole. Il governatore ammette che non si aspettava la sospensiva del Tar di Bari sull’ordinanza regionale che ha disposto la chiusura di tutti gli istituti (ad eccezione di quelli dell’infanzia): “Eravamo convinti che la nostra ordinanza fosse ineccepibile, come anche il Tar Puglia Lecce e il Tar Campania hanno confermato”.

Poi un accenno alle famiglie che oggi hanno dovuto “resistere ai disagi di questa prima applicazione della delibera numero 413”, vale a dire quella emanata dalla Regione che riapre le scuole, ma riversa sui genitori la responsabilità di scegliere se portare i propri figli a scuola oppure se richiedere la didattica a distanza. “Ricordo a tutti coloro che sono stati costretti ad accettare la didattica in presenza per la indisponibilità a concederla o ad organizzarla in tempi ragionevoli che hanno il pieno diritto di pretenderla e che in mancanza potranno segnalare le omissioni al prefetto e all’Ufficio scolastico regionale e anche a me come stanno già facendo” ribadisce Emiliano, che mantiene una linea intransigente sul tema scuola, anche a costo di rischiare un pesante scontro istituzionale non solo con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ma con tutto il governo.

“Le famiglie si sono sentite mortificate vedendosi negare il loro diritto su due principali motivazioni: la difficoltà di organizzare la didattica a distanza nella stessa classe che opera anche in didattica in presenza e la mancanza di tablet e di connessione. Tali giustificazioni contrastano con il tenore della mia ordinanza che obbliga tutte le scuole alla nuova tecnologia”. 

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