Robot umanoidi per la cura e l’assistenza negli ospedali

In Casa Sollievo della Sofferenza parte la sperimentazione di “R1”

Grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, il laboratorio diricerca di Roma di Konica Minolta avvia un progetto di robotica per la cura e l’assistenzapresso l’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”.Konica Minolta si sta avvicinando al mondo della robotica con l’obiettivo di trovare soluzioni inambiti ospedalieri. E l’importante partnership ha proprio l’obiettivo di sviluppare e sperimentaretecnologie basate sulla robotica e l’intelligenza artificiale per il settore sanitario, che siano dasupporto al lavoro negli ospedali.La collaborazione con IIT coniuga le conoscenze di Konica Minolta Laboratory Europenell’Intelligenza Artificiale e nella robotica distribuita con l’esperienza dei ricercatori dell’Istitutogenovese nell’ideazione, creazione e sviluppo di umanoidi.IIT, infatti, ha realizzato l’umanoide R1, concepito per operare in ambienti domestici eprofessionali. R1 ha un corpo di nuova concezione, in cui sono utilizzati per il 50% dellastruttura materiali plastici e la sua Intelligenza Artificiale (IA) è studiata direttamente su di esso,ispirandosi alle modalità di apprendimento e interazione dell’essere umano.La collaborazione tra Konica Minolta e IIT ha l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo di R1 in unoscenario reale, come quello dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza: che con i suoi 900posti letto, 2900 dipendenti e circa 60.000 ricoveri ogni anno, si presta bene a sperimentare sul campo un progetto così avveniristico e innovativo.”

Come conseguenza del nostro impegno nell’ambito di alcuni progetti di ricerca, è statonaturale per noi accogliere Konica Minolta Laboratory Europe e Istituto Italiano di Tecnologiaper implementare la robotica all’interno dell’ospedale” afferma Francesco Giuliani, ICT,Innovation & Research Manager presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. “In futurovogliamo continuare con nuove attività di sperimentazione che migliorino le condizioni di lavorodegli operatori sanitari e le possibilità di cura dei pazienti. Questa iniziativa si inserisce in unprogetto già avviato di ottimizzazione del tempo impiegato dagli operatori sanitari in attività nonstrettamente cliniche”.Francesco Puja, Research Specialist for Distributed Robotics del laboratorio di Roma di KonicaMinolta, spiega di più: “Le nostre soluzioni utilizzano robot con maggiori capacità cognitive. Ilriconoscimento di attività e oggetti, l’analisi delle emozioni e del comportamento consentono airobot di percepire l’ambiente, comprenderlo e comportarsi correttamente”.”Siamo solo all’inizio di una più ampia collaborazione di ricerca con le istituzioni mediche che inpochi anni potrebbe rendere la robotica assistiva una risorsa comune negli ospedali e nellecase di cura”, afferma Filippo Silva, R&D Strategy and Technology Manager del laboratorio diRoma di Konica Minolta. “L’obiettivo finale è quello di coordinare un numero maggiore di sistemirobotici e integrarli con sensori e sistemi di Internet of Things: estendere la percezione e ilcontrollo automatico dell’ambiente consentirà agli operatori sanitari una maggiore attenzioneper la cura del paziente e per la gestione delle strutture ospedaliere”.“L’umanoide R1 è stato creato per essere utilizzato in numerosi contesti, dal settore retail allasorveglianza, dalla riabilitazione all’assistenza in ambito domestico ed ospedaliero”, raccontaGiorgio Metta, Vice Direttore Scientifico IIT e responsabile del progetto R1, e continua “lacollaborazione con Konica Minolta e l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza rappresentauno dei passi che IIT sta facendo per trasformare un prototipo di ricerca in un oggetto capace,davvero, di essere di aiuto nella vita quotidiana”.

A fare apripista alla sperimentazione che sta per partire è stato un primo breve test, effettuatofra ottobre e novembre 2018 presso ilreparto di Geriatria dellaCasa Sollievo della Sofferenza,che ha visto coinvolti due androidi: Pepper ed R1.A Pepper era stato affidato il compito di controllare le stanze e di avvertire prontamente i mediciin caso di emergenza; ad R1, invece, di svolgere funzioni di assistenza per aiutare i pazienti,catturarne le emozioni e svolgere le prime diagnosi.In questi due mesi di sperimentazione pilota, Pepper e R1 hanno imparato a riconoscere isintomi dei pazienti, ad aiutarli in caso di bisogno, a monitorare che nelle stanze andasse tuttobene, soprattutto di notte, e ora sono pronti per entrare nel vivo di una sperimentazione piùlunga (2/3 anni) prima che il progetto venga esteso anche in altri ospedali italiani e francesi.Mentre Pepper è un robot commerciale già presente sul mercato e utilizzato negli ambiti piùsvariati, R1 è un robot di ricerca, risponde all’esigenza di migliorare i servizi per i pazienti e ifamiliari dei degenti e di coadiuvare l’operato di medici e infermieri per la cura degli anziani.

Pepper è stato ideato dalla società francese Softbank Robotics come robot da compagnia, ètuttavia in grado di apprendere nuovi contenuti e sviluppare nuove abilità in settori diversi, nelcaso specifico deve adattare all’ambito ospedaliero l’esperienza già immagazzinata.È un robot umanoide alto un metro e venti e pesa 28 chili, può muovere testa, braccia eschiena. Si muove in tutte le direzioni grazie alle sue tre ruote multidirezionali e interagisce congli amici umani anche attraverso un tablet che si trova all’altezza del torso.Grazie a quattro microfoni direzionali che ha nella sua testa, è in grado di rilevare laprovenienza di suoni e voci e girare la faccia in direzione di chi sta parlando. Questi microfoni gliconsentono anche di analizzare il tono della tua voce per interpretare il tuo stato emotivo.Una fotocamera 3D e due telecamere HD gli permettono di riconoscere invece immagini, oggettie volti.Pepper parla e comprende il linguaggio umano, percepisce le emozioni e agisce diconseguenza.

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